1 Miliardo di euro per l’Innovazione grazie alle misure del MISE

Perché non basta un Fondo Nazionale, ma serve rivoluzionare il sistema e stimolare la crescita dei progetti vincenti

30 Marzo 2019

Lo spunto parte proprio dalla recente manovra del Ministero dello Sviluppo Economico, oggetto di alcune argomentazioni anticipate nell’intervista di William Pividori e Sergio De Prisco per Seed Venture presso Le Fonti TV il 26 Marzo 2019. Il 4 Marzo 2019 il MISE ha presentato a Torino il Fondo Nazionale Innovazione (FNI) e tutte le iniziative sul mondo del venture capital. La misura del Governo, tesa a maturare l’ecosistema innovativo italiano, prevede la dotazione di un fondo pari a 1 Miliardo di euro per il finanziamento di start-ups, scale up e PMI innovative (MISE 4 Marzo, 2019).

SEED Venture, che rappresenta una soluzione distribuita, nasce con lo stesso obiettivo: quello di stimolare il venture capital e migliorarne l’ecosistema oggetto di finanziamenti, entrambi che non crescono e non funzionano nonostante l’Italia sia un Paese con una forte marcia per innovazione e creatività.
Vediamo quindi come MISE e SEED Venture affrontano, con approcci nettamente differenti, i problemi che affliggono il sistema dell’innovazione comparandone i percorsi per raggiungere tali obiettivi:

Il Governo veicolerà (tramite apposita SGR) liquidità a progetti innovativi e PMI: ci si chiede come verrà valutata l’idoneità al finanziamento diretto dei progetti e/o degli intermediari di essi (i fondi venture)? Vi saranno requisiti o vincoli di spesa? Quali sono gli standard di riferimento e soprattutto come sarà possibile misurare e validare il merito (o meno) del progetto rispetto al piano di investimenti proposto?

SEED VENTURE cambia radicalmente le regole, nel puro rispetto filosofico della blockchain stessa: assenza di requisiti, assenza di vincoli, assenza di standard. COMPETIZIONE, REPUTAZIONE, RISULTATI spingeranno tutti gli attori dell’ecosistema a convergere verso un obiettivo unico; capitali che sostengono l’innovazione e che, spinti dal talento e dalle idee delle startup unitamente alle capacità di affiancamento manageriale degli incubatori, competeranno per raggiungere il successo: chi non dimostrerà di essere all’altezza, di non portare vera innovazione per raggiungere il successo, sarà punito dal mercato stesso (gli investitori), mercato che ha scommesso i propri capitali sapendo che finanziare l’innovazione ha livelli di rischio “fisiologico” molto elevati e che solo, grazie alla presenza di competizione, si possono abbassare.

Non sono ancora note le prerogative sopra citate, quindi come potrà essere scongiurato il pericolo di distribuzione di “fondi a pioggia” e l’innesco di “logiche clientelari”?

SEED VENTURE intende attrarre il mercato del capitale privato, quello che da un lato è desideroso di poter partecipare direttamente alla crescita di un Paese (e guadagnarci) ma dall’altro spaventato dalla rischiosità e dalle attuali modalità con cui parteciparvi. Tali premesse, unite all’utilizzo di uno strumento completamente autonomo, tenderanno a scongiurare i rischi tipici dei fondi pubblici, che annullano la competizione e la meritocrazia. Quindi, ad esempio, un progetto improduttivo e/o un affiancamento manageriale inefficace saranno i presupposti per i quali l’investitore sarà disincentivato nel selezionare e scommettere su quel paniere ed incubatore, pena il fallimento del progetto.
Fra i valori presentati si parla di “Presidio strategico”, cioè della tutela, per il benessere del nostro Paese, dei settori emergenti (tecnologie e mercati innovativi).
Ad una visione estesa o concettuale di presidio dei settori emergenti, SEED VENTURE pone l’accento su un presidio strategico teso invece ad affiancare e supportare concretamente lo sviluppo effettivo ed efficiente dei progetti con l’intento di portarli al successo, affiancamento svolto anche nell’intento di proteggere l’interesse degli investitori coinvolti tramite SEED VENTURE. In una parola? INCUBATORI. Gli incubatori, alla luce di un coinvolgimento economico – grazie agli attraenti ritorni – e una reputazione crescente saranno incentivati, ovvero motivati operativamente a dare il loro meglio affinché i progetti presidiati arrivino a successo e gli investitori scelgano di scommettere ancora sui loro panieri di start-ups.

Un’ulteriore considerazione riguarda la natura dei “soldi pubblici ” e dei “soldi privati”. Il Governo promuove una manovra in cui avvengono iniezioni di capitali con taglio venture nell’ottica di “mero” stimolo generale di un ecosistema. E’ quindi assente ogni aspettativa di ritorno o di obiettivi, che è invece la premessa per gli investitori che scommettono i propri capitali.
I capitali provenienti dal pubblico, in maniera diretta o indiretta, sono capitali della collettività allocati per decisione delle Autorità. Tramite SEED Venture l’investitore fa una scelta consapevole di finanziare l’innovazione, assumendosi rischi elevati ma con una aspettativa di guadagno corrispondente ai rischi. Questo atteggiamento lo porta a scommettere in maniera oculata sui progetti e a seguirli in tutto il loro percorso in maniera attiva, pronto quindi a ridurre, modificare, sospendere il finanziamento di uno o più panieri di startup di fronte risultati scadenti.

Sintetizzando, sebbene i valori dell’iniziativa del MISE e di SEED VENTURE siano affini ,meccanismi modalità e logiche sono nettamente differenti. SEED VENTURE propone alla finanza di innovare se stessa, e all’ecosistema dell’innovazione di cambiare le regole del gioco (non vedendo spazi di “maturazione” del VC così come auspicati dal MISE), racchiudendo tutta la sua filosofia nei seguenti valori:
1. INCLUSIONE di tutti i soggetti
2. NETTA EVOLUZIONE di un ecosistema
3. COMPETIZIONE e INCENTIVI per giungere a risultati di qualità
4. CONVERGENZA di interessi
5. MERITOCRAZIA e REPUTAZIONE

2019-06-27T10:00:52+00:00