TOKEN SEED: un token nativo dalla duplice funzione

Click here for english version

A febbraio 2019 abbiamo concluso l’Airdrop del token SEED, che ha suscitato molto interesse: sono stati infatti riscatti 45 milioni di token.
Benché non possiamo sapere chi siano gli airdroppers, abbiamo ricevuto segnalazioni che tra di loro ci sono investitori professionali e fiduciari, come pure esponenti di incubatori, startup, studi legali, accademie, singoli sviluppatori e membri della comunità cripto, perché si sono attivati presso di noi per ottenere i token; ricordiamolo, le modalità con cui i token sono stati ottenuti richiedevano sforzi in termini tecnologici, di abilità e di tempo da dedicare. Considerato l’interesse sull’argomento manifestato, con precise domande, dalla comunità Telegram [http://tiny.cc/bvdd5y], abbiamo deciso di illustrare meglio le caratteristiche del mezzo principale per utilizzare la piattaforma.

SEED Venture è una piattaforma basata su tecnologia blockchain che usa al suo interno più token: SEED è il token nativo con cui gli investitori potranno finanziare i panieri di startup e che gli incubatori sbloccheranno per finanziare le singole startup, a stati di avanzamento dei progetti imprenditoriali.

SEED può essere qualificabile come token ibrido, perché è allo stesso tempo sia payment che utility token. È un token payment in quanto ha come funzione primaria di fungere da strumento di pagamento in favore delle start-ups verso un contratto denominato “funding pool” (in corrispondenza l’incubatore, a sua volta, emette un token che rappresenta il paniere delle start-ups che beneficiano di tale pagamento); ma potrà servire anche a pagare, da parte delle stesse start-ups, i servizi erogati nell’ecosistema prodotto dalla piattaforma stessa. Infine è anche un token utility in quanto rappresenta un voucher per la fruizione dei servizi della piattaforma automatizzata SEED Venture: il suo possesso equivale infatti alla possibilità di finanziare i panieri di startup degli incubatori, scambiare i token degli incubatori e liquidare gli investimenti.

Il token SEED non è invece un security token, in quanto non è direttamente uno strumento di investimento e non dà diritto ad alcun interesse o dividendo, non conferisce alcun diritto quale azionista né diritti di voto o partecipativi all’interno delle società: il token SEED permette di investire su un paniere di startup, ma senza acquistarne quote societarie.

La possibilità di servire anche a pagare i servizi erogati nell’ecosistema prodotto dalla piattaforma, come quelli integrativi erogati dagli incubatori, ed il cui listino può essere espresso in SEED, o che gli stessi incubatori possano stipulare accordi e convenzioni con fornitori di beni e servizi – in particolare tecnologici – interessati a operare con le startup, permetterà a queste ultime di spendere direttamente i token incassati, riducendo il rischio di cambio.

Le startup hanno bisogno, infatti, della certezza di disporre degli importi previsti nei piani di impresa e possono essere tenute al riparo dai rischi di cambio dagli incubatori in molti modi, che vanno dal concordare stati di avanzamento ravvicinati – e quindi rilasci più frequenti, di importo inferiore – all’intermediare vendite “over the counter” dei token rilasciati alle startups, mediante accordi preventivi con gli OTC desk degli exchange.

Il rischio di cambio è strettamente connesso con il prezzo dei token SEED sui listini degli exchange, prevedibilmente volatile nelle prime fasi di vita della piattaforma, e che dipende da molti fattori, come la funzionalità della piattaforma, la quantità e qualità degli attori che vi operano e, soprattutto, la qualità dei panieri di startup e dell’affiancamento da parte degli incubatori; ma, in ultima analisi, è determinato dalla domanda e dall’offerta, sempre e comunque imprevedibili.

La domanda sarà quella degli investitori che la reputazione degli incubatori sarà in grado di attirare, desiderosi di finanziare l’innovazione mantenendo l’investimento liquido e mitigando il rischio, e che compreranno token SEED per finanziare i panieri di startup.

L’offerta sarà quella delle startup, che venderanno token SEED per finanziare i progetti, ad esempio “over the counter”, con la mediazione degli incubatori per mitigare il rischio di cambio, quindi col risultato di non indurre brusche variazioni dei prezzi.

Con questi meccanismi di formazione del prezzo, il token SEED potrebbe rivelarsi, a regime, più stabile del token nativo del protocollo sottostante, ma, in ogni caso, è veicolo di informazioni sull’ecosistema che il token sottostante (inizialmente ether) non può veicolare.

Questa è la principale ragione della scelta di un token interno, oltre a essere funzionale a una piattaforma “agnostica” rispetto al protocollo sottostante e il cui sviluppo è orientato anche a protocolli diversi da Ethereum che, a loro volta, possono essere di livelli superiori a quello base (come RGB), nell’ottica della interoperabilità. L’obiettivo dello sviluppo è che l’utilizzatore non debba preoccuparsi dei protocolli sottostanti.

Il token SEED sarà quotato presso exchange partner a ridosso del lancio della piattaforma, previsto per l’estate.

Il token e l’exchange autonomo decentralizzato interno sono gli strumenti con i quali gli investitori potranno finanziare startup e godere dei ritorni elevati di questo tipo di investimento, senza acquistare quote, addomesticando il rischio e mantenendo liquido l’investimento.

SEED Venture è la piattaforma con cui si potrà superare il concetto stesso di “venture” inteso come attività di nicchia, riservata a pochi operatori in grado di destreggiarsi tra le complesse problematiche, assumendo rischi elevatissimi.

Essa apre le porte dell’innovazione da un lato ai piccoli investitori e dall’altro alla finanza tradizionale, che ha sinora dovuto tenersene prudentemente alla larga, consentendo l’afflusso di grandi capitali sui progetti che più possono assicurare all’economia di un Paese un duraturo vantaggio competitivo.

Fissiamo le informazioni che identificano univocamente il token SEED, la chiave di questa porta:
contract: 0xC969e16e63fF31ad4BCAc3095C616644e6912d79
name: SEED
symbol: SEED
decimals: 18
smart contract: ERC20, lo standard più noto e collaudato

In February 2019 we completed the Airdrop of the SEED token, which attracted a lot of interest: 45 million tokens were redeemed.

While we cannot know who the airdroppers are, we have received reports that among them are professional and trusted investors, as well as representatives of incubators, startups, law firms, academies, individual developers and members of the crypto community. These entities have dedicated their time in obtaining the tokens and let’s remember, the way in which the tokens have been obtained required efforts in terms of technology and skill. Considering the interest in the subject expressed with clear questions by the Telegram community [http://tiny.cc/bvdd5y], we decided to better illustrate the characteristics of the main way to use the platform.

SEED Venture is a platform based on blockchain technology that makes use of multiple tokens: SEED is the native token with which investors can finance startup pools, which in turn are unlocked by incubators to finance individual startups, at the different stages of development of these entrepreneurial projects.

SEED can be qualified as a hybrid token because it is both a payment and a utility token. A payment token because its primary function is to act as a payment tool in favour of start-ups towards a contract called “funding pool” (in correspondence with the incubator, which in turn issues a token that represents the pool of start-ups that benefit from this payment), but it can also serve to pay, by the same start-ups, the services provided in the ecosystem produced by the platform itself. And it is also a utility token as it represents a voucher for the use of the services of the SEED Venture automated platform: its ownership is equivalent to the possibility of financing the startup pools of the incubators, trading the tokens of the incubators and liquidating the investments.

The SEED token, however, is not a security token, as it is not directly an investment instrument and does not give right to any interest or dividend, it does not confer any rights as a shareholder or voting or participation rights within companies: the SEED token allows investing in a pool of startups, but without buying shares.

The possibility of also being used to pay for the services provided in the ecosystem produced by the platform, such as those provided by the additional incubators, and whose price list can be expressed in SEED, or that the incubators themselves can enter into agreements and conventions with suppliers of goods and services – particularly technological – interested in operating with the startups, will allow the latter to spend directly the tokens collected, reducing the exchange rate risk.

In fact, startups need the certainty of having the amounts foreseen in the business plans at their disposal and these can be kept away from exchange rate risks by the incubators in many ways, ranging from agreeing on short term progress – and therefore more frequent releases, of a lower amount – to intermediating “over the counter” sales of the tokens issued to the startups, through prior agreements with the OTC desks of the exchanges.

The exchange rate risk is closely related to the price of SEED tokens on the exchange price lists, which is predictably volatile in the early stages of the platform’s life, and which depends on many factors, such as the functionality of the platform, the quantity and quality of the players operating there and, above all, the quality of the startup pools and the support from the incubators; however, in the final analysis, it is ultimately determined by supply and demand, which are always unpredictable.

The demand will come from investors who will be able to attract the reputation of the incubators, who want to finance innovation by keeping the investment liquid and mitigating the risk, and who will buy SEED tokens to finance the startup pools.

The supply will be that of the startups, who will sell SEED tokens to finance the projects, “over the counter” for example, with the mediation of the incubators to mitigate the exchange rate risk, with the result of not inducing sudden changes in prices.

With these mechanisms of price formation, the SEED token could prove, when fully operational, more stable than the native token of the underlying protocol, but, in any case, it is a vehicle of information on the ecosystem that the underlying token (initially ether) cannot convey.

This is the main reason for choosing an internal token, as well as being functional to an “agnostic” platform with respect to the underlying protocol and whose development is also oriented to protocols other than Ethereum, which, in turn, may be of higher levels than the underlying one (such as RGB), from the point of view of interoperability. The objective of the development is that the user does not have to worry about the underlying protocols.

The SEED token will be listed on an exchange partner in the run-up to the platform’s launch in the summer.

The token and the decentralized autonomous internal exchange are the tools with which investors can finance startups and enjoy the high returns of this type of investment, without buying shares, taming the risk and keeping the investment liquid.

SEED Venture is the platform with which it will be possible to overcome the very concept of “venture” understood as a niche activity, reserved for a few operators able to juggle the complex problems, taking very high risks.

It opens the doors of innovation, on the one hand, to small investors and, on the other, to traditional finance, which until now has had to keep its distance, allowing large amounts of capital to be invested only in projects that can best guarantee that a country’s economy has a lasting competitive advantage.

Here’s the information that uniquely identifies the SEED token, the key feature to this system:
contract: 0xC969e16e63fF31ad4BCAc3095C616644e6912d79
name: SEED
symbol: SEED
decimals: 18
smart contract: ERC20

2019-06-27T10:09:15+00:00